Piani d'area

In dettaglio

La Provincia di Milano, in collaborazione con i Comuni raggruppati nei Tavoli Interistituzionali, ha attivato diverse esperienze di copianificazione per elaborare strumenti di governo delle trasformazioni del territorio che approfondiscono e dettagliano a scala locale le indicazioni del PTCP e forniscono importanti indicazioni per la pianificazione comunale, denominati Piani d’Area.

I Piani d’Area sono esperienze volontaristiche, sviluppate da un insieme più o meno vasto di Comuni, che nascono dalla necessità di gestire problematiche e opportunità di ciascun ambito territoriale ad una scala intermedia tra quella provinciale e quella comunale coordinando la messa a fuoco di criticità, potenzialità, occasioni di sviluppo e progetti pilota per governare al meglio le trasformazioni del territorio.

mappa piani area attivati in cMM

Le tematiche che più spesso danno avvio allo sviluppo di tali piani sono variabili a seconda delle specificità, opportunità e criticità dei diversi ambiti locali e riguardano principalmente interventi sul paesaggio e l’ambiente, il tema dei servizi, delle polarità insediative e degli insediamenti di carattere sovracomunale, l’assetto viabilistico e infrastrutturale, lo sviluppo del progetto di rete ecologica, la riqualificazione urbana e il contenimento dell’urbanizzato, le attività produttive e lo sviluppo locale. 

Scarica la mappa dei tavoli interistituzionali per il PTCP 

Caratteristiche dei Piani d'area

Piani d'Area rappresentano un’opportunità per mettere a sistema processi, esigenze, aspettative, attraverso l’adesione partecipata delle comunità locali al fine di gestire le trasformazioni del territorio in maniera coordinata.

Tali esperienze di copianificazione risultano particolarmente utili in quanto ricostruiscono un quadro analitico aggiornato delle dinamiche territoriali (economica, sociale, paesistico-ambientale e infrastrutturale) di ciascun ambito sub-provinciale e raccolgono le principali opportunità, progettualità e potenzialità selezionate e condivise dai Comuni appartenenti a ciascun Tavolo interistituzionale.

Il Piano d'area si configura, in sintesi, quale:

  • strumento programmatico, perché attiva politiche di governo del territorio coordinate e condivise dai Comuni, dalla Provincia ed eventualmente da altri enti (Regione, etc.);
  • strumento urbanistico-territoriale, perché mette a sistema le informazioni che riguardano il territorio e affronta problemi non risolvibili alla scala del singolo comune;
  • strumento operativo, perché contiene obiettivi, politiche e progetti di breve-medio termine e definisce strategie di lungo periodo;
  • strumento di supporto alla costruzione dei nuovi Piani di Governo del Territorio (PGT) comunali perché ricostruisce un quadro di riferimento strategico e conoscitivo ad ampia scala;
  • meccanismo di attuazione e di aggiornamento dinamico del PTCP;
  • strumento per  favorire la coesione amministrativa nella gestione del territorio e la formazione di un'adeguata massa critica in grado di influire sui livelli superiori della pianificazione;
  • strumento sperimentale, perché per interventi di rilevanza sovracomunale sollecita l’introduzione di politiche di perequazione per un’equa ripartizione territoriale dei benefici e degli oneri.

Schede dei Piani d'area

21 Comuni coinvolti

Abbiategrasso, Albairate, Besate, Binasco, Bubbiano, Calvignasco, Casarile, Cassinetta di Lugagnano, Cisliano, Cusago, Gaggiano, Gudo Visconti, Morimondo, Motta Vosconti, Noviglio, Ozzero, Rosate, Vermezzo, Vernate, Zelo Surrigone, Zibido San Giacomo.

Le tappe del percorso

Il piano d’area si è concluso nel marzo 2009. 

Principali temi di lavoro
Il piano d’area si è occupato di:

  • sistema ambientale paesaggio agrario: multifuzionalità delle attività agricole; fruibilità del territorio rurale con la definizione di percorsi ciclopedonali per creare relazioni tra il patrimonio storico architettonico, urbano ed extraurbano, il sistema idrografico e il paesaggio agrario circostante; promozione di politiche finalizzate alla valorizzazione del patrimonio agricolo esistente con l’insediamento di funzioni compatibili di rango sovracomunale; attuazione di interventi di promozione ambientale quale occasione per il recupero e la valorizzazione del sistema economico locale e del patrimonio architettonico rurale (marketing territoriale);
  • sistema infrastrutturale della mobilità visto nell’ottica di una progettazione territoriale integrata che crei occasioni di riqualificazione urbanistica e ambientale dei territori interessati dagli interventi. Sono previsti interventi diffusi di riqualificazione della rete locale, il potenziamento della “radiale vigevanese”, il potenziamento dell’accessibilità su ferro attraverso il raddoppio della linea ferroviaria Milano-Mortara e le sue ricadute territoriali, il ridisegno della rete ciclabile, interventi di mitigazione ambientale connessi ai progetti infrastrutturali finalizzati alla ricucitura del paesaggio urbano e agrario attraversato;
  • rafforzamento delle attività economiche e produttive dell’area attraverso l’attuazione di interventi finalizzati alla riorganizzazione del tessuto produttivo esistente, la creazione di strutture di promozione dello sviluppo locale e l’integrazione con il sistema della ricerca;
    • sistema insediativoservizi di livello sovracomunale e consolidamento delle polarità urbane.

2002-2009

Documenti prodotti:  

  • “Studio di approfondimento sui servizi” (aprile 2004);
  • "Studio per l’individuazione di itinerari e circuiti integrati che valorizzino le componenti paesistico-ambientali e storico-architettoniche dell’area” (dicembre 2004).
  • "Materiali per il piano d'area Abbiatense-Binaschino - documento programmatico" (aprile 2007);
  • Piano d'Area dell’Abbiatense-Binaschino” (marzo 2009).

Il piano d'area è stato supportato tecnicamente dal Centro Studi PIM (Gruppo di lavoro: Franco Sacchi, Francesca Boeri, Angelo Armentano, Alma Grieco, Maria Evelina Saracchi) con la collaborazione di Edoardo Marini, Simona Sala, Romina Terzi.

Scarica il "Piano d'area dell’Abbiatense- Binaschino" 
(marzo 2009):

55  Comuni coinvolti

Agrate Brianza, Aicurzio, Albiate, Arcore, Barlassina, Bellusco, Bernareggio, Besana in Brianza, Biassono, Bovisio Masciago, Briosco, Brugherio, Burago di Molgora, Busnago, Camparada, Caponago, Carate Brianza, Carnate, Cavenago di Brianza, Ceriano Laghetto, Cesano Maderno, Cogliate, Concorezzo, Cornate d'Adda, Correzzana, Desio, Giussano, Lazzate, Lentate sul Seveso, Lesmo, Limbiate, Lissone, Macherio, Meda, Mezzago, Misinto, Monza, Muggiò, Nova Milanese, Ornago, Renate, Roncello, Ronco Briantino, Seregno, Seveso, Sovico, Sulbiate, Triuggio, Usmate Velate, Varedo, Vedano al Lambro, Veduggio con Colzano, Verano Brianza, Villasanta, Vimercate.

Le tappe del percorso

L’elaborazione del piano d’area si è conclusa nel dicembre 2008, a chiusura di un percorso di copianificazione iniziato con lo studio d'area del 2002. Il piano è finalizzato alla costruzione di uno scenario di riferimento per il percorso di autonoma elaborazione del processo di pianificazione della Provincia di Monza e della Brianza.

Principali esiti del piano d'area

  • Sistema infrastrutturale della mobilità. E’ stato ricostruito il quadro dell’accessibilità a partire dalla realizzazione del Sistema viabilistico pedemontano e dai potenziamenti delle ferrovie, metropolitane e tranvie, definendo un nuovo sistema territoriale basato sull’accessibilità.
    Strategie prioritarie:
    • integrazione tra reti di rango differente, connessioni tra reti portanti e di distribuzione, rafforzamento dei sistemi locali e di interconnessione radiale; 
    • integrazione tra differenti sistemi di trasporto con priorità al ferro sulle radiali;
    • qualificazione dei nodi di interconnessione, occasioni per migliorare l’efficienza funzionale della rete e per ripensare il territorio.
  • Sistema paesistico-ambientale. Il piano d’area persegue una politica di messa a sistema delle aree verdi e delle preesistenze storico-architettoniche. Tema strategico degno di nota particolare è quello legato alla costruzione della dorsale verde nord come sistema di connessione delle aree verdi protette (parchi regionali e PLIS), dei territori agricoli e delle aree inedificategli da realizzarsi anche attraverso le opere di compensazione ambientale legate al sistema viabilistico pedemontano. 

PdA_Brianza_immagine_web.jpg_2072863695

  • Sistema insediativo. Il piano d’area ha affrontato la tematica del sistema insediativo  avviando un processo di riqualificazione per poli attrattori  e per sistemi territoriali, individuandone e analizzandone tre: sistema dei Giovi, sistema della Valassina e sistema dello Spluga.
    Strategie prioritarie
    • valorizzazione del sistema dei centri storici;
    • riutilizzo delle grandi aree dismesse;
    • rafforzamento delle identità culturali e delle vocazioni produttive
    • riorganizzazione dei servizi secondo criteri gerarchici strategicamente pianificati per la costruzione di un Piano dei servizi della Brianza
  • Accessibilità e servizi. A partire da un approfondimento analitico riguardo accessibilità e dotazione di servizi è stata ricostruita una matrice territoriale che evidenzia e qualifica le polarizzazioni territoriali. Sulla base di tale mappa sono state stabilite le vocazioni delle differenti porzioni di territorio, perseguendo le seguenti politiche territoriali:
    • concentrazione dei servizi nei luoghi a massima accessibilità;  
    • progettazione dei nodi delle reti di mobilità quali motori dello sviluppo sostenibile;
    • ripensamento del rapporto pieni/vuoti valorizzando le emergenze ambientali ed innescando meccanismi virtuosi di costruzione della qualità dell’abitare e del vivere.

PdA_Brianza_servizi_immagineWEB.JPG_1940084593

2002-2008  

Documenti prodotti:

  • “Piano d’area della Brianza: documento di inquadramento” (dicembre 2002);
  • “Piano strategico della Brianza” (maggio 2003).
  • Piano d'Area: “Documento programmatico per il Piano d’area della Brianza " (2006);
  • “Prima proposta di aree e ambiti agricoli dei Comuni della Brianza" (giugno 2007);
  • " Piano d'Area della Brianza" (dicembre 2008).
    Il piano d’area è stato supportato tecnicamente dagli architetti Aldo e Francesco Redaelli e da Sviluppo Brianza S.c.a.r.l.

Scarica il Piano d'area della Brianza  (dicembre 2008):

7 Comuni coinvolti

Bresso, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Cormano, Cusano Milanino, Paderno Dugnano, Sesto San Giovanni

Le tappe del percorso

Il piano d’area si è concluso nel corso del 2008. Il piano d’area segue quanto emerso dal “Progetto strategico”, elaborato in seguito alla sottoscrizione del “Patto del Nord Milano”  che ha permesso di costruire un quadro di riferimento comune, di rilevare i principali fabbisogni e le opportunità di sviluppo di rilevanza sovracomunale di quest’ambito territoriale, di attivare tavoli di coprogettazione per l’avvio di iniziative pilota (Sistema culturale integrato del Nord Milano, iniziativa nuova ASL del NordMI).
Le tematiche individuate quali prioritarie per lo sviluppo del piano d’area e da condividere tra le municipalità per la creazione di un quadro territoriale di riferimento comune e per la successiva definizione di una strategia condivisa di sviluppo territoriale, sono stati oggetto di Workshop tematici, coordinati dal gruppo tecnico di lavoro, ai quali hanno preso parte tutti gli attori coinvolti nel processo.

I temi dei workshop sono stati:

  • WS1 Il Sistema delle infrastrutture per la mobilità e i trasporti del Nord Milano;
  • WS2 Assunzione di una prospettiva di genere nella programmazione dei servizi;
  • WS3 La questione abitativa;
  • WS4 Il Sistema delle aree verdi – agricole;
  • WS5 Il Sistema delle aree e degli insediamenti di carattere produttivo, dei grandi poli di trasformazione,delle aree di frangia urbana e il sistema dei servizi sovra locali.

PdA_NordMI_schema_sintesi_immagine_web.png_1680462231

Principali temi di lavoro del piano d'area

Il piano d’area ha approfondito in particolare:

  • il sistema degli usi del suolo attuali e delle trasformazioni previste con particolare attenzione al tessuto residenziale;
  • il sistema dei servizi pubblici o di interesse pubblico e generale di rilevanza sovralocale;
  • il sistema delle aree non edificate, delle aree agricole e delle aree naturali protette (parchi regionali e PLIS);
  • il sistema delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti intercomunali;
  • Il sistema della mobilità ciclabile sovracomunale con funzione di accessibilità ai grandi servizi, ai poli e ai luoghi di qualità per la fruizione;
  • il sistema delle attività economiche e produttive;
  • le nuove centralità e i grandi poli di trasformazione urbana: analisi degli effetti sulle relazioni territoriali d ’area.

PdA_NordMI_ambiti_trasformazione_web.png_282725900

2000 - 2004

Documenti prodotti:

  • Piano strategico del Nord Milano (comuni di Bresso, Cinisello, Cologno Monzese, Sesto San Giovanni - 2000);
  • Patto per il Nord Milano (2005).

  • Piano d'Area: Piano d’Area del Nord Milano. Workshop (2008);
  • Piano d’Area del Nord Milano.Quadro conoscitivo (2008);
  • Piano d’Area del Nord Milano. Scenari (2008). 

Il piano d’area è stato supportato tecnicamente da Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo (Gruppo di lavoro: Dario Domante, Elena Milanesi, Angiola Bono, Lucia Coletti, Federico Longato, Andrea Patrucco, Angela Zerga) con la collaborazione del Centro Studi PIM. 

Scarica il "Piano d'area Nord Milano" (2008):

12 Comuni coinvolti

Arese, Bollate, Baranzate di Bollate, Cornaredo, Garbagnate Milanese, Lainate, Pero, Pogliano Milanese, Pregnana Milanese, Rho, Settimo Milanese, Vanzago.

Le tappe del percorso

Il piano d’area è stato avviato nell’autunno 2006. E’ attualmente in fase conclusiva.
Il piano d’area segue l’articolazione del “Documento strategico per il piano d’area Rhodense”, concluso e condiviso da Provincia e Comuni nel 2005, aggiornando, approfondendo e verificando il quadro conoscitivo, le strategie territoriali e le proposte progettuali

Principali temi di lavoro

Il piano d’area si occupa:

  • del sistema insediativo – consumo di suolo, modalità d’uso e problematiche connesse al patrimonio residenziale e al fabbisogno abitativo;
  • del sistema della mobilità, prendendo in considerazione i tre sistemi a rete – viabilistico, ciclabile, trasporto pubblico - con l’obiettivo di svilupparne le funzionalità a supporto della mobilità interna al Rhodense e della mobilità di scambio con Milano. Il piano d’area parte dal riconoscimento del carattere gerarchicamente sovraordinato dei sistemi su ferro, le cui fermate costituiscono elementi di riferimento per la riorganizzazione dei tre sistemi e più in generale per lo sviluppo e la riorganizzazione del territorio;
  • del sistema della Trama Verde, raccogliendo le politiche rivolte alla qualificazione degli spazi inedificati, estese a tutto il territorio Rhodense, improntate al conseguimento dei seguenti obiettivi:
    • restituire continuità, identità, stabilità al territorio inedificato ed al suo paesaggio;
    • garantire il mantenimento della produzione agricola e la presenza dei coltivatori sul territorio;
    • migliorare il rapporto fra la città e le aree inedificate rendendole disponibili alla fruizione dei cittadini.

PdA_Rhodense_immagine_web.JPG_1985291404

Il piano d’area individua i seguenti 6 progetti d’intervento riguardanti uno o più Comuni ma stretegici per tutto l’ambito del Rhodense:

  • la dorsale del trasporto pubblico;
  • la città del Sempione;
  • la rete di ville;
  • la città dello sport;
  • l'area ex Alfa Romeo;
  • il PLIS Basso Olona Rhodense (comuni di Pogliano Milanese, Pregnana Milanese,  Rho, Vanzago).

2003-2007

Documenti prodotti:

  • “Valutazione economica impatto polo fieristico Rho-Pero sul Rhodense: opzioni strategiche” Politecnico Università Bicocca (dicembre 2003);
  • “Documento strategico per il Piano d'Area del Rhodense”(febbraio 2005).
  • "Piano d'area Rhodense - parte prima" (luglio 2007);
  • "Piano d'area Rhodense" (dicembre 2007).

Il piano d’area è stato supportato tecnicamente dagli architetti Franco Aprà, Marco Engel, Gregorio Praderio e dall’ing. Alfredo Drufuca.

28 Comuni coinvolti

Basiano, Bellinzago Lombardo, Bussero, Cambiago, Cassano d'Adda, Cernusco sul Naviglio, Cassina dé Pecchi, Carugate, Gorgonzola, Gessate, Grezzago, Inzago, Liscate, Masate, Melzo, Pessano con Bornago, Pioltello, Pozzo d'Adda, Pozzuolo Martesana, Rodano, Segrate, Settala, Trucazzano, Trezzano Rosa, Trezzo d'Adda, Vaprio d'Adda, Vignate, Vimodrone.

Le tappe del percorso

Il piano d’area si è concluso alla fine del 2006 ed è stato sviluppato a partire da una complessa fase di approfondimento analitico del contesto territoriale.
Particolare attenzione è stata dedicata alla fase di coinvolgimento degli amministratori locali e degli altri portatori di interessi.
Dal luglio 2005 il processo di costruzione del Piano è stato infatti supportato dall’attività di un apposito Forum che ha coinvolto anche il mondo dell’associazionismo e i privati cittadini. I forum di discussione sul piano d'area sono stati articolati in tre tavoli: Pioltello, Gorgonzola, Trezzo sull'Adda.

Principali esiti del piano d'area

Il piano d’area definisce “un’immagine di sintesi interpretativa e progettuale - la città parco nell’economia che cambia - che chiama in causa risorse, strategie e progetti pilota, definendo il ruolo di quest’ambito nella regione urbana lavorando all’abitabilità di questo territorio”. Risultato dell’operazione è la definizione di una struttura territoriale gerarchica fortemente connessa alle infrastrutture e un modello di conurbazioni per macrosistemi caratterizzati da differenti specificità e vocazioni. Alla struttura viene affiancato un sistema di interventi e di possibilità di sviluppo, disaggregato per ambito e per comune, derivato dalla sommatoria e dal coordinamento delle diverse progettualità emerse nella complessa fase di relazione tra i vari soggetti.

PdA_Martesana_web2.JPG_1097829190

Il piano d'area è stato strutturato in quattro parti:  

  • Una visione al futuro, basata su 2 scenari, in parte sovrapposti e in parte complementari: quello della “città parco” e quello della “città dell’economia che cambia” che incorporano una riflessione sul presente, definiscono un futuro possibile e costituiscono una matrice di riferimento per selezionare le azioni e le politiche che possono essere intraprese;
  • Un modello territoriale, che costituisce la lettura “condivisa” delle caratteristiche salienti del territorio e delle sue trasformazioni definendo un modo per localizzare e dare corpo nello spazio ai processi analizzati e discussi attraverso una development perspective, simulazione territoriale dei possibili esiti dei progetti e di come il territorio potrebbe configurarsi nel futuro;
  • Un atlante dei progetti, che registra tutte le politiche, le azioni e i progetti avviati o che possono essere utilmente intrapresi sulla base delle due visioni al futuro messe a fuoco;
  • Il progetto pilota del “Parco della Martesana”, un sistema di connessioni territoriali e ambientali che si pone l’obiettivo di fissare le linee guida per una riqualificazione paesaggistica e ambientale estesa all’intero territorio. 

2002-2006

Documenti prodotti

  • “Studio d'Area Martesana-Adda” (giugno 2003);
  • “Il Piano d'area Martesana: i 4 progetti chiave” (ottobre 2004);
  • “Primo rapporto di sintesi” (luglio 2005);
  • "Piano d'area Martesana-Adda" e progetto del “Parco della Martesana” (settembre 2006).

Il piano d’area è stato supportato tecnicamente dal Politecnico di Milano - DIAP, Dipartimento Architettura e Pianificazione (Gruppo di lavoro: Alessandro Balducci, Valeria Fedeli, Federico Oliva, Marco Facchinetti; Raffaello Cecchi con Alessandro Rocca e Vincenzo Lima del "Gruppo di ricerca AIP architettura, infrastrutture e paesaggio" per il Parco della Martesana; Carolina Pacchi – Consorzio Metis - per il processo partecipativo, Forum Adda-martesana).

Scarica il progetto del Parco della Martesana (settembre 2006):

15 Comuni coinvolti

Carpiano, Cerro al Lambro, Colturano, Dresano, Mediglia, Melegnano, Pantigliate, Paullo, Peschiera Borromeo, San Colombano al Lambro, San Donato Milanese, San Giuliano Milanese, San Zenone al Lambro, Tribiano, Vizzolo Predabissi.

Le tappe del percorso

Il piano d’area  si è concluso alla fine del 2008.

Principali temi di lavoro

Il campo di operatività del piano d’area del Sud Est Milano si definisce in particolare nella relazione tra “costruito e non costruito”, ovvero nel rapporto tra sistema insediativo e dei servizi e sistema paesistico-ambientale definendo un sistema di indirizzi e ipotesi progettuali per il loro coordinamento.
 
I principali obiettivi del piano d’area sono:

  • migliorare l'accessibilità, assumendo la risoluzione della problematica infrastrutturale come condizione/occasione per la riorganizzazione dei territori del Sud-Est milanese;
  • valorizzare i beni culturali;
  • qualificare e caratterizzare ulteriormente il sistema ambientale-paesistico;
  • riqualificare e riorganizzare il sistema insediativo e dei servizi attraverso l’individuazione di una serie di indirizzi di carattere specifico per le diverse funzioni e la proposta di alcuni schemi strutturali.

Indirizzi specifici per la fase progettuale:

  • per le aree residenziali:  contenimento del consumo di suolo e dei fenomeni di edificazione diffusa anche attraverso l’ uso prioritario del patrimonio edilizio esistente e la riqualificazione funzionale e urbanistica dei vuoti e delle frange urbane;
  • per le aree produttive: razionalizzazione dimensionale e localizzativa delle previsioni di aree industriali, recupero delle aree industriali dismesse e definizione di criteri per il dimensionamento e la localizzazione delle nuove previsioni;
  • per le aree commerciali: integrazione della pianificazione territoriale e urbanistica e della programmazione commerciale, valorizzazione della funzione commerciale nei centri storici per riqualificare il tessuto urbano. 

Considerata la peculiarità dell’ambito, il piano d’area ha sviluppato un progetto di valorizzazione fruitiva del territorio e dell’ambiente rurale del Sud Est Milano, individuando prioritariamente:

  • i principali ambiti territoriali per la fruizione dell’ambiente rurale;
  • la rete ciclabile proposta per la valorizzare e la fruizione dell’ambiente rurale, in coordinamento con l’esistente e con i percorsi ciclabili del progetto Mi-Bici;
  • i principali punti critici di attraversamento della viabilità per i quali prevedere attraversamenti ciclabili in sicurezza;
  • le criticità relative all’attraversamento dei nuclei urbani.

2006 - 2008

Documenti prodotti: 

  • Materiali per il Piano d’area per lo sviluppo del Sud Est Milano (2006);
  • Proposta progettuale per il Piano d’Area Sud Est Milano (2007);
  • Piano d’Area Sud Est Milano (2008).

Il piano d’area è stato supportato tecnicamente dal Centro Studi PIM (Gruppo di lavoro: Franco Sacchi, Pierluigi Nobile, Angelo Armentano, Evelina Saracchi, Alma Grieco) con la collaborazione di Cesare Benzi, Emilio Guastamacchia, Giovanna D'Angelantonio, Giampiero Spinelli.

 Scarica il Piano d'area Sud Est Milano (2008)

9 Comuni coinvolti:

Basiglio, Binasco, Casarile,Lacchiarella,Noviglio, Pieve Emanuele, Vernate, Zibido San Giacomo, Siziano (PV).

2 Province coinvolte: Provincia di Milano e Provincia di Pavia.

Lo Studio d'area è finalizzato alla promozione e allo sviluppo dell'ambito territoriale del Sud-Milano, esteso ai Comuni sottoscrittori dell'accordo, ricompreso tra le direttrici infrastrutturali della A7 Milano-Genova, della SP40 Binaschina e della ferrovia Milano-Pavia.

Le tappe del percorso

Le attività inerenti all'elaborazione del quadro analitico-conoscitivo, integrato da approfondimenti specifici relativi allo schema di assetto dei sistemi infrastrutturale, insediativo, ambientale, all’intermodalità merci, alla fruizione del territorio agricolo, alla sostenibilità ambientale ed economica degli interventi proposti, si sono concluse nel corso del 2006. La proposta tecnico-progettuale è stata portata a termine nel corso del 2008.

Principali temi di lavoro

Il tavolo SP40 “Binaschina” è nato nella primavera 2005 da una libera aggregazione di comuni appartenenti al tavolo Sud Milano, e di altri che partecipano sia al tavolo del Sud Milano che a quello dell’Abbiatense-Binaschino. A questi Comuni si è aggiunto anche il Comune di Siziano in Provincia di Pavia. Le specifiche necessità dell’area hanno indotto ad orientare il piano verso i seguenti approfondimenti:

  • razionalizzazione del quadro viabilistico;
  • opzioni per la pianificazione strategica di aree territoriali di rilevanza sovracomunale;
  • fruizione del territorio agricolo e dell’ambiente naturale.

 SP40_immagine_web.JPG_76350539

Esiti dello studio d’area

Per quanto riguarda le questioni infrastrutturali, la proposta di schema di assetto elaborata nello studio d’area si articola sulla descrizione della riorganizzazione complessiva delle reti di mobilità - stradale e trasporto ferroviario - e su approfondimenti in merito ad aspetti particolarmente significativi per le ricadute dirette sullo sviluppo del Sud-Milano.Lo schema complessivo è stato formulato tenendo conto di quanto emerso dalla lettura dei dati insediativi e del quadro di riferimento finale, in un legame di reciprocità tra assetto infrastrutturale e visione territoriale dell’area nello stato attuale e nelle prospettive evolutive auspicate, prevedendo tipologie di intervento sulle reti della mobilità giustificate dalle prospettive di espansione insediativa, e viceversa, prevedendo che gli interventi di espansione insediativa siano accompagnati da opere infrastrutturali che ne supportino le ricadute in termini di traffico generato. L’intenzione generale è quella di valorizzare la SP40 quale itinerario tangenziale per il settore meridionale della provincia di Milano, rendendo più scorrevoli le connessioni trasversali e garantendo una migliore accessibilità alle polarità insediative.

2006-2008  

2006 - Documenti prodotti : 

  • “Studio d’area  per lo sviluppo del Sud Milano – Ambito ricompreso tra la A7, la SP40 e la ferrovia Milano-Pavia .
  • Primo rapporto-Quadro analitico”. 

Temi affrontati: Contesto infrastrutturale di riferimento; assetto urbanistico; ambiente e paesaggio; criticità relative alla rete viaria e all’asse della SP40 Binaschina.

2008 - Documenti prodotti : 

  • "Studio d'area per lo sviluppo del Sud Milano - Ambito ricompreso tra la A7, la SP40 e la ferrovia Milano-Pavia. Secondo rapporto - Quadro propositivo". 

Temi affrontati:Schema di assetto dei sistemi infrastrutturale, insediativo, ambientale; intermodalità merci; azioni per la fruizione del territorio agricolo; sostenibilità ambientale ed economica degli interventi proposti.  
  
Lo Studio d'area è stato supportato tecnicamente dal Centro Studi PIM (Gruppo di lavoro: Franco Sacchi, Evelina Saracchi, Francesca Boeri, Alma Grieco, Angelo Armentano) con la collaborazione di Faustino Curti, Roberto Fusari, Misa Mazza.

Scarica lo "Studio d'area SP40 ": 
 

16 Comuni coinvolti

Assago, Basiglio, Binasco, Buccinasco, Casarile, Cesano Boscone, Corsico, Cusago, Lacchiarella, Locate Triulzi, Noviglio, Opera, Pieve Emanuele, Rozzano, Trezzano sul Naviglio, Zibido San Giacomo.

Le tappe del percorso

Si sono concluse le attività relative alla prima fase del piano d’area (quadro analitico e ricognitivo).   

PdA_SudMI_ambitoPdA_imm_web.png_988273772

Principali temi di lavoro

Il piano d’area approfondirà prioritariamente le seguenti tematiche:

  • l’identità del Sud Milano (territorio, economia e ambiente), in relazione al territorio delle province di Milano e Pavia: strategie di sviluppo e governo dei cambiamenti;
  • il sistema delle aree non urbanizzate, delle aree agricole e delle aree naturali protette (Parco Agricolo Sud Milano), in particolare ponendo attenzione alle relazioni tra nuovi insediamenti e spazi agricoli, al sistema di connessione degli ambiti naturalistici, alla promozione di interventi nel campo della fruizione, alla limitazione del consumo di suolo e alla ricerca di forme di sostegno all'agricoltura per la conservazione del paesaggio;
  • il sistema delle infrastrutture, della mobilità e del trasporto pubblico ottimizzando il rapporto tra sistema insediativo e progetti infrastrutturali della mobilità, valorizzando le potenzialità offerte dagli interventi sulla rete del trasporto pubblico su ferro e ponendo attenzione alla mitigazione e all’inserimento ambientale delle opere infrastrutturali;
  • il sistema della mobilità ciclabile sovracomunale con funzione di accessibilità al sistema dei servizi, ai nodi di interscambio con il trasporto pubblico, ai luoghi di qualità per la fruizione;
  • il sistema insediativo e i servizi di valenza metropolitana, ponendo particolare attenzione allo sviluppo dei servizi di livello sovralocale, al coordinamento delle politiche urbane di sviluppo in presenza di nodi del sistema infrastrutturale, al coordinamento dello sviluppo degli insediamenti per il commercio e la grande distribuzione, alla definizione di politiche per la casa;
  • il sistema delle attività economiche e produttive dell’area e l’individuazione di strategie di governo delle trasformazioni.

PdA_SudMI_naturalitx_e_reteco_imm_web.png_1712396462

2002 - 2009

Documenti prodotti:

  • “Studio-progetto d’area Sud Milano” (maggio 2002);
  • "Scenari e progetti per lo sviluppo, l’abitabilità, la qualità sociale” (settembre 2002). Comuni coinvolti: Assago, Basiglio, Buccinasco, Cesano Boscone, Corsico, Lacchiarella, Locate Triulzi, Melegnano, Noviglio, Opera, Pieve Emanuele, Rozzano, San Donato Milanese, San Giuliano Milanese,Trezzano sul Naviglio, Zibido San Giacomo.Temi affrontati: Definizione di strategie condivise per lo sviluppo sostenibile del territorio; promozione di politiche di sviluppo territoriale; progetti e iniziative comuni.
  • "Piano d'area Sud Milano. Fase ricognitiva" (2008). 

Il piano d’area è supportato tecnicamente dal Centro Studi PIM (Gruppo di lavoro: Franco Sacchi, Paola Pozzi, Angelo Armentano, Evelina Saracchi) con la collaborazione di Misa Mazza.

Scarica il "Piano d'area Sud Milano. Fase ricognitiva":

11 Comuni coinvolti

Arconate, Bernate Ticino, Buscate, Castano Primo, Cuggiono, Inveruno, Magnago, Nosate, Robecchetto con Induno, Turbigo, Vanzaghello.

Le tappe del percorso

Si è conclusa la prima fase del programma di attività con l’elaborazione del quadro  conoscitivo (ricognizione delle condizioni del sistema socio economico territoriale, ambientale e infrastrutturale dell’area, delle opportunità-criticità espresse dagli enti locali coinvolti), l’individuazione delle linee strategiche per lo sviluppo del piano d’area e delle progettualità territoriali prioritarie. 

PdA_Castanese_sistema_ambientale_imm_web.png_1835224460

Principali temi di lavoro

L’ambito territoriale del Castanese ha già prodotto uno studio analitico e progettuale nel 2001, “Progetto d’area Castanese”. Il piano d’area, anche in riferimento agli scenari del piano strategico per lo sviluppo dell’Alto Milanese, promosso con l’obiettivo prioritario di rilanciare e qualificare lo sviluppo economico dell’area, si occupa dei seguenti temi:

  • del sistema ambientale con particolare riferimento al quadro delle “precondizioni” paesistico/ambientali alla trasformazione del territorio, alla costruzione di una trama verde di scala territoriale per garantire la continuità delle aree verdi e agricole; alla definizione di un sistema continuo di fruizione turistico/culturale delle aree ambientali di qualità attraverso i principali corridoi della rete ecologica, il sistema delle acque (Fiume Ticino, Canale Villoresi, Naviglio Grande), le aree protette (Parchi Regionali e PLIS, anche in progetto) quale elemento strutturante il progetto di Dorsale Verde Nord; al patrimonio architettonico quale elemento di identità dei singoli nuclei e contesti urbani e dei percorsi storici del Castanese;
  • del sistema infrastrutturale e della mobilità con particolare riferimento alla risoluzione delle problematiche di connessione interne all’ambito del Castanese; all’ individuazione di una rete equilibrata e al potenziamento dei nodi di rete; al governo dell’impatto del sistema viabilistico sul sistema ambientale/insediativo; al potenziamento del sistema di trasporto pubblico; al sistema della ciclabilità intercomunale;
  • del sistema insediativo e dei servizi di valenza metropolitana con particolare riferimento allosviluppo di polarità per attività produttive, terziarie e di servizio connesse al sistema aeroportuale e fieristico; alla riorganizzazione del territorio in relazione alle opportunità derivanti dal nuovo sistema di accessibilità definito dal quadro infrastrutturale di previsione; allo sviluppo dei servizi e delle attrezzature pubbliche di rilevanza sovracomunale; alla definizione di principi condivisi per un modello insediativo sostenibile, con minimizzazione del consumo di suolo e riqualificazione e conversione delle aree dismesse.

2001 - 2008

Documenti prodotti:

  • “Progetto d’area Castanese” (marzo 2001);
  • “Piano d’area Castanese. Materiali per la discussione” (settembre 2008)

Il piano d’area è supportato tecnicamente dal Centro Studi PIM (Gruppo di lavoro: Franco Sacchi, Pierluigi Nobile, Evelina Saracchi) con la collaborazione di Cesare Benzi, Giovanna D'Angelantonio, Giampiero Spinelli.

 Scarica il “Piano d’area Castanese. Materiali per la discussione” (2008).

13 Comuni coinvolti

Arluno, Bareggio, Boffalora sopra Ticino, Casorezzo, Corbetta, Magenta, Marcallo con Casone, Mesero, Ossona, Robecco sul Naviglio, Santo Stefano Ticino, Sedriano, Vittuone.

Le tappe del percorso

Si è conclusa la redazione del quadro analitico, con un approfondimento dedicato al paesaggio agrario del Magentino, e dell’individuazione delle progettualità per il piano d'area. L’approfondimento dedicato al paesaggio agrario, redatto dal laboratorio sperimentale di ricerca e programmazione del Magentino coordinato dal professor Giancarlo Consonni e dall’architetto Francesco Vescovi del Dipartimento di Progettazione dell’Architettura del Politecnico di Milano che supportano tecnicamente la redazione del piano d’area, chiude la fase analitica e il quadro conoscitivo del piano d’area e segue  i due studi ricognitivi e propositivi pubblicati nei “Quaderni del Magentino” dedicati alla mobilità dell’area (le pressioni sul sistema insediativo; la pianificazione delle infrastrutture di mobilità) e alla pianificazione sovracomunale in tema di salvaguardia ambientale e al quadro insediativo e delle attività umane (le attività economiche: dinamiche, logiche insediative, impiego di suolo; il patrimonio edilizio: struttura e prezzi di mercato; la qualità urbana delle relazioni e degli insediamenti).   

PdA_magentino_immagine_web.JPG_938091409

Principali temi di lavoro

Le tematiche affrontate dal piano d’area riguardano:

  • l’identità e le potenzialità del territorio del Magentino in funzione delle caratteristiche territoriali, economiche e ambientali;
  • le pre-condizioni paesistico/ambientali alla trasformazione del territorio;
  • l’accessibilità territoriale e le pressioni di funzioni ad alto impatto;
  • la valorizzazione dei sistemi delle eccellenze nei servizi e nella ricerca industriale anche in funzione della strategicità della localizzazione lungo l’asse “Milano-Torino”.

In particolare, dal quadro analitico e dagli studi ricognitivi elaborati, sono emerse quali tematiche di particolare rilevanza:

  • il contenimento del consumo di suolo orientandosi prioritariamente verso il recupero delle aree dismesse e privilegiando modalità insediative che favoriscano una qualità urbana delle relazioni e una mobilità efficiente e sostenibile;
  • la tutela delle aree inedificate e del paesaggio di elevata qualità ambientale (presenza di 2 parchi regionali, un PLIS e 4 SIC) attraverso il perseguimento di politiche mirate (valorizzazione del patrimonio delle aree agricole e possibile ruolo delle colture in funzione di una produzione energetica sostenibile);
  • la valorizzazione e lo sviluppo delle attività economiche dell’area in una logica di sostenibilità, innovazione e rispetto delle identità locali;
  • il governo della pressione della domanda-offerta di funzioni ad elevato impatto territoriale nel campo della grande distribuzione e della logistica.

PdA_magentino_reteco_e_infrastrutture_imm_web.png_1488856845

2003-2009

Documenti prodotti :

  • “Mobilità e trasporti nel Magentino” (dicembre 2003). Quaderni del Magentino, n.1. Temi affrontati:  Identità del territorio del Magentino; le pressioni sul sistema insediativo; la pianificazione delle infrastrutture di mobilità; la pianificazione sovracomunale in tema di salvaguardia ambientale;
  • “Il Magentino. Il quadro insediativo e le attività umane”(settembre 2006). Quaderni del Magentino, n.2.Temi affrontati: Il quadro insediativo; le attività economiche: dinamiche, logiche insediative, impiego di suolo; il patrimonio edilizio: struttura e prezzi di mercato; la qualità urbana delle relazioni e degli insediamenti;
  • "Il Magentino. Il paesaggio agrario e l'habitat. Permanenze, rotture e prospettive" (2009). Temi affrontati: habitat, agricoltura e paesaggio nel Magentino, i caratteri strutturali dell’agricoltura nel Magentino e i suoi rapporti con lo sviluppo insediativo di questo territorio nel corso degli ultimi due secoli.
Pagina aggiornata il 09/03/2026

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Valuta da 1 a 5 stelle la pagina

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito? 1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà? 1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli? 2/2

Inserire massimo 200 caratteri